Sostanzialmente, una delle definizioni data per cromatismo, tralasciando le altre accezioni relative all’ottica alla musica e alla letteratura, è la seguente: “Colorazione, eccesso di colorazione. In particolare, in pittura, tendenza a dare importanza al colore per sé stesso e non nei suoi rapporti di valore.” (dal vocabolario Treccani). Questo dare superchia importanza al colore, sussiste nell’ambito più generale dell’arte che privilegia gli strumenti classici della rappresentazione artistica bidimensionale: oltre alla pittura, il disegno, l’incisione, il mosaico, il collage ecc., con le svariate tecniche in relazione ai materiali impiegati.
Con riferimento all’ottava arte, come viene spesso denominata la fotografia, forma d’arte visiva, le cose non sono affatto diverse perché, nonostante tutt’altri sono i materiali e i mezzi impiegati, come pure i supporti, la resa coloristica è, soprattutto oggi, preminente (il B/N è ormai usato sporadicamente e perdipiù da operatori del settore e artisti) sia allo scopo di ottenere immagini di uso pratico, informativo, sia di tipo ricreativo — le intramontabili foto ricordo — sia che si aspiri ad avere immagini “artistiche”.
Se in ambito artistico tradizionale, “pittorico”, gli artisti si pongono davanti a un supporto (sia esso pietra, tavola, tela, carta, materiale sintetico etc.) e traspongono su di esso, interpretandola, rielaborandola e anche trasfigurandola totalmente, la realtà, il fotografo, tramite il medium tecnico (l’apparecchio fotografico che modula la quantità di luce) registra su un supporto (materiale, la pellicola o immateriale, i pixel digitali) la realtà tangibile così come si presenta, che può essere solo “ritagliata” o, al più, modificata o “deformata” utilizzando le ottiche a disposizione della fotocamera.
La luce è ciò che rende possibile realizzare le immagini fotografiche: semplificando, la luce (bianca) è composta dallo spettro visibile, ossia i colori dell’Iride (arcobaleno), sette in totale: da questi scaturisce la svariata gamma di tutti colori che l’occhio umano percepisce. La ricerca degli elementi grafici da comporre, parte quindi dallo stato oggettivo del mondo che si presenta davanti agli occhi, la cui realtà (anche se, lo sappiamo bene, non assoluta ma soggettiva per quanto appunto lo sono i nostri organi sensoriali visivi) è messa in evidenza dai fotoni (e se preferite dalle onde elettromagnetiche) che ne fanno percepire colori e contorni. Dalla determinata scelta di isolare una parte di questa realtà visiva rispetto a un’altra, di comporre entro un campo specifico e delimitato, sussiste la differenza tra un autore e l’altro dell’immagine: e qui entra in gioco l’intuito, la sensibilità, la conoscenza e l’esperienza.
Ho voluto chiamare CROMATISMI 00 la sequenza di immagini che compone questo libro perché, con riferimento alla definizione in epigrafe di cromatismo, non c’è dubbio che il colore, non il disegno in questo caso, prevale sul resto della composizione. All’interno del tema generale, ho voluto creare delle sezioni tematiche (6 specificatamente: ABSTRACT 00, GEOMETRY 00, MONUMENT 00, NATURE 00, SHADOWS 0O e URBAN 00) per dare organicità al tutto e rendere interpretabili, almeno parzialmente, luoghi, persone e cose.
Questo album raccoglie una selezione del materiale eterogeneo raccolto negli ultimi anni.
S.G.
Messina, agosto 2026